Pulsoximetro:
Funzione, metodi di misurazione e aree di applicazione
Quali tipi di pulsoximetri ci sono?
Facciamo una panoramica
Sistemi speciali
Dispositivi per neonati, pazienti con limitazioni motorie o per la medicina sportiva. Anche i wearable portatili con trasmissione continua a smartphone o database centrali stanno guadagnando importanza.
Pulsoximetro da dito
Dispositivi compatti per uso domestico. Pronti all'uso, ma limitati in precisione e funzionalità.
Sistemi stazionari
Integrati nei sistemi di monitoraggio in terapia intensiva o in sala operatoria. Spesso con CO-ossimetria e interfacce di ventilazione.
Pulsoximetro manuale
Hanno sensori distaccati e funzioni avanzate come limiti di allerta, archiviazione dei dati e multisensoristica. Ideale per cliniche, assistenza e servizi di emergenza.
Le principali metodologie di misurazione in sintesi
Di seguito vogliamo darvi una breve panoramica delle principali metodologie di misurazione.
CO-ossimetria (metodo multicanale)
La CO-ossimetria è un metodo di misurazione avanzato che utilizza luce a diverse lunghezze d'onda per differenziare vari tipi di emoglobina:
COHb (carbossiemoglobina): Si lega al monossido di carbonio. Critico in caso di intossicazione da fumi.
MetHb (metemoglobina): Si forma in caso di intossicazioni o effetti di farmaci. Riduce il trasporto di ossigeno.
Osiemoglobina (O₂Hb) e Desosiemoglobina (HHb) vengono comunque misurati, ma presentati in modo più differenziato.
Questa procedura è utilizzata principalmente in medicina d'emergenza, in situazioni tossicologiche e in anestesia.
Pulsoximetria a due canali (classica)
Questa procedura utilizza due lunghezze d'onda della luce – rossa (circa 660 nm) e infrarossa (circa 940 nm) – per determinare la saturazione relativa di ossigeno nel sangue arterioso. L'ossiemoglobina e la desossiemoglobina assorbono la luce in modo diverso. Il sensore misura l'assorbimento periodico della luce in sincronia con il battito cardiaco e calcola la SpO₂.
La pulsoximetria classica è integrata nella maggior parte dei pulsoximetri portatili e offre una valutazione affidabile dell'apporto di ossigeno in condizioni normali.
Misurazione riflettente vs. trasmittente
I sensori trasmittenti inviano luce attraverso una parte del corpo sottilmente traslucida (ad es. dito, lobo dell'orecchio). L'assorbimento della luce viene misurato sul lato opposto.
I sensori riflettenti, invece, analizzano la luce riflessa, ad es. sulla fronte o sulla pelle. Questa tecnica è particolarmente adatta in caso di scarsa perfusione periferica o in neonatologia.
Parametri aggiuntivi e il loro significato
Cosa si può misurare ancora e cosa significano i singoli parametri?
Indice di perfusione (PI)
L'indice di perfusione descrive la forza relativa del polso nel punto di misurazione. Aiuta a valutare la perfusione locale.
Normale: >1,0
Al limite: <0,5 può indicare vasocostrizione o ipovolemia
PVI (Indice di Variabilità Pleth)
Il PVI misura la variazione dell'ampiezza dell'onda del polso durante la respirazione e fornisce indicazioni sullo stato del volume del paziente.
Un PVI più elevato può indicare un deficit di volume o disidratazione
Viene utilizzato soprattutto in anestesia e medicina intensiva
Frequenza respiratoria (RRp)
Alcuni moderni pulsossimetri calcolano la frequenza respiratoria in base alla curva plethysmografica.
Valori normali adulti: 12–20 respiri/min
Le deviazioni possono indicare disturbi metabolici, respiratori o neurologici
Frequenza del polso (PR)
La frequenza cardiaca è determinata dall'assorbimento della luce sincronizzato con il polso.
Valore normale adulti: 60–100 bpm
Bambini: 80–130 bpm (a seconda dell'età) Un polso fortemente elevato o molto basso può indicare problemi circolatori, stress o aritmie.
Dove vengono utilizzati i pulsossimetri?
I pulsossimetri sono utilizzati in quasi tutti i settori medici. Nel servizio di emergenza aiutano nella prima valutazione di difficoltà respiratorie, traumi o shock. Negli ospedali servono per il monitoraggio continuo dei pazienti a rischio.
Nella cura vengono utilizzati per riconoscere i segnali di allerta precoce in malattie croniche come la BPCO o l'insufficienza cardiaca. In anestesia garantiscono l'apporto di ossigeno durante l'anestesia.
Anche per i pazienti in ambiente domestico i pulsossimetri offrono sicurezza: in caso di Long-COVID, bronchite cronica o per il controllo dopo infezioni.

Accessori disponibili
Gli accessori disponibili aumentano notevolmente l'utilità e la versatilità dei pulsossimetri manuali! Gli accessori adatti sono ad esempio:
Sensori per diverse fasce d'età e punti di misurazione (dito, orecchio, dito del piede, fronte)
Sensori adesivi per neonati
Cavi di prolunga, adattatori e caricabatterie
Custodie in silicone con supporti integrati
Software per l'analisi dei dati e la documentazione
Vantaggi della pulsoossimetria nella vita quotidiana
I pulsossimetri forniscono informazioni continue sullo stato di salute e possono salvare vite in caso di rilevamento tempestivo di valori critici. La loro semplice gestione li rende accessibili anche ai non esperti.
Dispositivi professionali offrono funzioni di sicurezza aggiuntive come limiti di allerta acustici, indicatori di tendenza o interfacce per sistemi di documentazione.
La pulsoossimetria è inoltre economica, a basso rischio e utilizzabile in quasi ogni ambiente – dallo studio del medico di base all'intervento di soccorso in montagna.
I pulsossimetri sono...
… strumenti versatili e salvavita nella medicina moderna. Non solo misurano SpO₂ e frequenza cardiaca, ma sempre più anche parametri come PVI, Pi e RRp, che forniscono informazioni preziose sullo stato circolatorio e respiratorio. Grazie a diverse modalità di misurazione e forme costruttive, possono essere adattati individualmente e ampiamente utilizzati. Chi sceglie dispositivi di alta qualità e sensori adeguati ottiene dati affidabili per decisioni informate nella pratica clinica e nell'assistenza preclinica.
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